rottami metallici

Rottami metallici ferrosi e non ferrosi, una risorsa da trasformare

Per comprendere la gestione dei rottami metallici ferrosi e non ferrosi, dobbiamo fare un passo indietro e delineare la definizione di rottami, ovvero gli oggetti in metallo che sono ormai in disuso, che non possono essere più utilizzati o che sono stati danneggiati. Ma cosa fare di questi rottami? La domanda in realtà è uno spunto che abbraccia il nostro mondo: sappiamo infatti che l’obiettivo principale delle imprese e dei cittadini è di rivolgere il proprio sguardo al futuro del pianeta. Ecco perché negli ultimi anni le filiere industriali e le politiche ambientali si rifanno sempre di più sul recupero e nel commercio di rottami metallici ferrosi e non ferrosi. Tra le aziende che operano in questo settore troviamo la General Rottami Srl, con sede nella provincia di Mantova e un deposito operativo nella provincia di Brescia.

Il ciclo dei rottami

I rottami non devono essere definiti impropriamente come rifiuti: iniziamo proprio da qui per spiegare il loro ciclo. Anzitutto, con il termine rottame si intende un pezzo o un complesso di pezzi di oggetti o prodotti che sono in disuso. Di fatto, spesso i rottami ferrosi e non ferrosi sono gli scarti industriali: il loro ciclo è eterno, se così possiamo dire, in quanto vengono sottoposti a un processo di riciclo, ovvero smaltiti e poi riutilizzati.

Lo smaltimento dei rifiuti ferrosi avviene attraverso un metodo preciso: per esempio, General Rottami Srl ha costruito il proprio metodo investendo negli impianti aggiornati e nella formazione del personale, così da gestire l’operazione in modo sicuro riducendo i tempi di lavorazione.

Si occupano quindi di recuperare, selezionare e valorizzare i rottami ferrosi e non ferrosi dedicandosi a ogni fase del ciclo di lavorazione. Ciò significa che non si occupano solo del ritiro presso i clienti e i fornitori, ma anche del loro trattamento e della reimmissione sul mercato delle materie prime secondarie. Garantisce quindi un servizio a 360° in cui tracciabilità, sicurezza e conformità alle normative sono messe al primo posto.

La differenza tra rottami ferrosi e rottami non ferrosi

Tra i rottami ferrosi citiamo per esempio l’acciaio dolce, l’acciaio al carbonio, l’acciaio inossidabile, la ghisa o il ferro battuto. Hanno in comune la resistenza e la durevolezza nel tempo ma non solo: sono di fatto rottami che trovano una nuova vita in numerosi settori e applicazioni, come per esempio quello edile, l’automotive, i trasporti o ancora i prodotti hardware. Vale la pena sottolineare che ci troviamo anche di fronte ai materiali più riciclati in assoluto, proprio in virtù della loro recuperabilità.

Tra i rottami non ferrosi invece troviamo gli scarti di alluminio, rame, ottone, zinco, nichel, stagno, argento, piombo e oro. Contrariamente ai primi, sono delle materie estremamente malleabili. Per essere precisi, l’alluminio è tra i materiali più riciclati al mondo, mentre per quanto riguarda il rame, l’ottone e il piombo, il riciclo con lo scopo di creare nuovi materiali è estremamente importante.

L’importanza del riciclo dei metalli ferrosi e non ferrosi

Sono due gli impatti diretti del recupero dei rottami metallici ferrosi e non ferrosi. Iniziamo dalla tematica ambientale, che tocca sempre di più le imprese private ma anche i cittadini: qualsiasi metallo riciclato riduce la necessità di estrarre nuove materie prime, con un impatto diretto sui consumi. Invece di finire in una discarica, i rottami trovano una nuova vita in un ciclo infinito, in cui si protegge il pianeta dalle emissioni di CO₂.

C’è poi la questione del piano economico, che non è meno importante: le imprese possono così accedere alle materie a costi più competitivi. L’offerta si stabilizza e il mercato è meno soggetto alle oscillazioni. Di certo, avere un partner che fornisce materiali di qualità e che gestisce al contempo la filiera in modo efficiente significa sostenere davvero la causa ambientale.

General Rottami Srl si impegna a ridurre l’impatto ambientale promuovendo un processo industriale innovativo e basato proprio sulla sostenibilità. Oltre al recupero di risorse come materiali ferrosi e non ferrosi, si occupano anche del riciclo di plastica, legno, vetro, carta e rifiuti di apparecchiature elettroniche ed elettriche (RAEE). Alla base del loro lavoro c’è la convinzione che il rifiuto non sia un punto di arrivo ma una risorsa da trasformare: non a caso, operano seguendo i principi dell’economia circolare.