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Il Club del Buonsenso si presenta al mondo: il tour

C’è un’Italia che non si rassegna all’individualismo né al disincanto, un’Italia che crede ancora nella forza delle idee, nell’impegno civico e nella possibilità concreta di costruire un presente più giusto: da questa visione nasce il Club del Buonsenso, un movimento culturale e sociale che ha già destato l’interesse di intellettuali, attivisti e cittadini in tutta Europa.

Nasce il Club del Buonsenso a Roma, con una missione chiara: rimettere in moto la società dal basso, valorizzando le azioni di chi costruisce soluzioni ogni giorno, in silenzio. E per farlo, ha scelto la strada dell’ascolto, del riconoscimento e della partecipazione, inaugurando nel luglio 2025 un tour che toccherà luoghi simbolici, da Cesenatico ad Assisi, fino alla Capitale.

Un movimento che parte dalle persone, per le persone

C’è una qualità che distingue le buone idee da quelle necessarie: la capacità di generare il cambiamento. Il Club del Buonsenso nasce proprio con questo spirito, per dare voce a chi non cerca visibilità, ma risultati. Fondato da Fabrizio Ciancio, già direttore della Radio Italiana in Florida e da anni impegnato nella divulgazione di soluzioni civiche, il Club si rivolge a una coscienza collettiva.

Al cuore del progetto c’è un principio semplice e potente: aiutare è il gesto più rivoluzionario che possiamo compiere. Non si tratta di un’utopia, ma di un metodo che mette al centro l’agire responsabile, la fiducia tra le persone, la concretezza delle soluzioni. È un invito a non delegare più ciò che può nascere dalla comunità stessa.

Non a caso, il tour di presentazione del Club del Buonsenso parte da luoghi densi di significato: il 13 luglio a Cesenatico, presso la Comunità Antroposofica Terra Vivente, il 14 e 15 ad Assisi per il Forum Internazionale “Umanità e Salute”, e il 18 luglio a Roma per la cerimonia di premiazione di cittadini segnalati per il loro contributo sociale.

Tappe, incontri, premi: quando il buonsenso si fa evento

Il viaggio del Club del Buonsenso è un percorso di condivisione, un laboratorio itinerante di coscienza civica, un’occasione per ascoltare, premiare e connettere le energie migliori del territorio. Il Simposio di Cesenatico, prima tappa del tour, ospiterà figure come Pascal Di Fazio e Barbara Banco, per avviare un dialogo profondo tra etica, territorio e pratiche sostenibili. Ad Assisi, il Forum “Umanità e Salute”, organizzato dal prof. Giuseppe Tritto, vedrà la partecipazione di oltre 40 relatori internazionali tra scienziati, giuristi, esperti di salute pubblica, intelligenza artificiale e agricoltura. Voci autorevoli come Christian Perronne, Jean Marc Sabatier, Giulio Tarro, Carlo Amirante, Philipp Kruse, solo per citarne alcuni, animeranno un confronto necessario su temi che toccano la dignità umana e il diritto alla verità. Infine, il 18 luglio a Roma, il Club renderà onore alle persone segnalate dai cittadini per azioni di valore. Un riconoscimento pubblico che punta a restituire visibilità e senso alle scelte quotidiane che migliorano la vita collettiva.

Oltre il tour: un progetto che vuole restare

L’obiettivo? Attivare 100.000 membri in tutta Europa, con l’ambizione di diventare una rete operativa, autonoma e interconnessa. Sul sito ufficiale possiamo consultare in qualsiasi momento i materiali del movimento, aderire al Club, segnalare nuove persone meritevoli, accedere alla Carta dei Valori, un documento che definisce in modo chiaro i princìpi guida di ogni membro.

Tra le linee guida spiccano concetti pratici e ispiranti: trattare gli altri come si vorrebbe essere trattati, evitare i temi che dividono e concentrarsi sulle soluzioni che uniscono, tenere a bada l’egocentrismo e usare una comunicazione etica e coraggiosa. È una carta d’intenti che suona quasi come un patto civile, lontano da dogmi e vicino alla realtà.

Una visione globale, radicata nel presente

Il Club del Buonsenso si affaccia alla scena pubblica in un momento in cui molti si chiedono da dove ripartire. La sua risposta non arriva dall’alto, ma dai margini attivi della società. Parla a chi ha già scelto di agire, ma anche a chi è in cerca di senso, di appartenenza, di strumenti per contribuire.

L’interesse internazionale che il progetto sta generando dimostra che il bisogno di buonsenso non è solo italiano. È un’esigenza condivisa, trasversale, che attraversa le professioni, le età, le culture. Per questo il Club guarda all’Europa, ma senza confini ideologici. L’intento è chiaro: creare un ecosistema di azioni virtuose che si sostengano a vicenda, senza etichette. Perché cambiare è possibile, ma serve qualcuno che inizi. Anche solo con un gesto.