Per evitare di commettere qualsiasi genere di errore e rischiare di bloccarne la riscossione, è necessario sapere come si compila un assegno bancario. Potrebbe apparire come un’operazione scontata ed estremamente semplice ma ci sono tante cose da sapere e da fare in maniera corretta.

Come compilare l’assegno correttamente

La compilazione di un assegno bancario è un’operazione certamente non complessa ma che tuttavia può indurre nel commettere errori dovuti principalmente ad una mancanza di esperienza oppure ad una clamorosa dimenticanza. Inserire dati inesatti oppure dimenticarsi di compilare qualche campo, significa non permettere la riscossione della somma pattuita e riportata sull’assegno stesso. Il miglior approccio per non commettere errori è di compilare uno alla volta i vari campi che sono presenti. Vediamo cosa indicano e cosa inserire.

Luogo e data

In questo campo dell’assegno che si trova nella parte alta, devono essere inseriti il nome della città in cui viene immesso l’assegno è la data precisa in cui viene compilato. Naturalmente nell’inserire la data bisogna indicare il mese e l’anno oltre che il giorno. Potrebbe apparire il tutto come una pura formalità ma in realtà mettendo il luogo e la data, si determinano i tempi di scadenza dell’assegno oltre i quali non sarà possibile provvedere alla riscossione.

Importo in cifre

Nel campo così indicato che si trova sempre nella parte alta dell’assegno, bisogna inserire la somma che dovrà essere versata in cifre. Naturalmente, con l’avvento dell’Euro ormai presente da tanti anni, è indispensabile indicare anche la parte relativa ai centesimi di euro che viene preceduta dalla virgola. Ad esempio euro 9878,57.

Importo in lettere

Oltre all’inserimento dell’importo da riscuotere in cifre occorre indicare la medesima somma anche in lettere con slash finale per inserire i centesimi. Continuando nell’esempio appena indicato, bisognerà scrivere novemila ottocentosettantotto/57. Nel caso in cui quanto indicato nel campo dell’ importo in cifre non dovesse coincidere con l’importo in lettere verrebbe bloccato l’assegno e reso praticamente nullo.

Il beneficiario

In questo campo bisogna indicare a chi viene intestato l’assegno ossia la persona che avrà diritto di recarsi presso lo sportello bancario e riscuotere la somma indicata negli appositi campi. Soltanto il titolare dell’assegno può dunque incassarlo per cui meglio indicare in maniera chiara il nome e cognome evitando fraintendimenti.

Chi emette l’assegno

In quest’ultimo campo che si trova nella parte più bassa a destra, il titolare del conto corrente deve apporre la propria firma per dare mandato alla banca di consegnare la somma pattuita. Solitamente agli sportelli bancari viene effettuata una sorta di verifica che prevede un confronto tra la firma che viene inserita sull’assegno e quella depositata in banca attraverso i vari documenti necessari al momento dell’apertura di un conto corrente. Qualora dovessero esserci delle discrepanze oppure dei dubbi da parte dell’addetto dello sportello, l’assegno potrebbe essere bloccato momentaneamente e sottoposto ad una opportuna verifica che chiamerà in ballo il titolare del conto.

Le tempistiche e la validità dell’assegno

Come evidenziato, nel campo dedicato a luogo e data ci sono i riferimenti temporali che fanno partire il countdown per poter incassare l’assegno. In particolare, rispetto alla data che viene posizionata sull’assegno, il beneficiario avrà 8 giorni lavorativi per procedere con l’incasso oppure con il versamento sul proprio conto corrente. Queste tempistiche sono previste delle normative vigenti nel caso in cui il beneficiario sia residente nello stesso comune della filiale presso la quale ha il conto corrente il titolare. Se invece il beneficiario dovesse risiedere presso un altro comune, allora i giorni a disposizione diventerebbero 15.

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